Scappo dalla testa sopra il collo,
dall’inchiodata faccia che mi vuole in croce sulle spalle,
decapitato corpo me ne vado sulle punte dell’idiozia,
ballo tutta scema dentro una carne in musica,
viola che stona e ride di un calcagno fuori tempo,
tromba che fischia e sbuffa di uno sterno troppo fermo.
E poi il tango naturale del cuore, col suo inchino cacciato tra i miei seni di donna.