Giorni di gesti sgretolati,
sabbia e pietrisco dentro le ossa,
a seminare polveri e accumulare castelli in terra.
E ogni tanto l’ondata dell’attimo si porta via la torre o il ponte levatoio e di un abbraccio resta maceria. Allora mi siedo tra gli avanzi e comincio a dividere le pietruzze del gesto dai sassi dell’intenzione,
ne faccio due montagnole che si guardano,
una di fronte all’altra, stature uguali, geometrie gemelle.
Triangoli fuori e straniere dentro.
Una forma clandestina nel cuore, non si sa da dove venga, nè a quale incastro sia diretta.
Gesto e intenzione, due montagnole che si guardano.Troppo esuli per il coraggio di unirsi a cima.
E prendere residenza in vetta.