Figlio diurno

Rosicchio la sera,

rompo il guscio del tempo col dente aguzzo di anni che mi hanno lavorato la bocca a scalpello,

sfondo la ghianda di quest’ora nera e del minuto mordo il frutto,

l’istante levato al grembo della notte,

figlio diurno che nell’alto del palato sorge e poi tramonta. Nella mia gola da castoro.

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1 Comment

  1. Arriverá, sará tuo

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