Spendo il mio silenzio,
fino all’ultimo centesimo di lingua muta
io lo sperpero.
Se ne va ogni spicciolo per l’acquisto
di mura sconvolte,
strade bucate,
catapecchie di stelle cadute,
fatiche prese a sassate.
Spendo il mio silenzio,
compro maceria e poi la risollevo,
parola su parola,
in costruzione che dice.