Sono figlia d’oliva, spremuta al nocciolo cado in olio al mondo,
il mio corpo è terra che scivola,
trappola per la suola che calpesta, per il piede che s’appoggia senza chiedere permesso.
E’ colpa mia se la caviglia vi si storta, il tacco spezza e l’equilibrio salta.
Mia la colpa se cadete di testa anziché di pancia. Così l’appetito resta salvo, e non potete maledirmi.
Perché io verso l’unto che condisce il vostro piatto.