La voce rotta

Gioco con i silenzi, me li rigiro sul naso come la foca con la palla,
annuso le acrobazie di parole che non toccano suono nè terra,
le narici mi si riempiono di volteggi, equilibri precari che tappano il respiro.
Ho un raffreddore da circo, bronchi intasati da un’attesa muta, tutta trapezio e salto mortale.
Il mio starnuto provoca lo schianto di ciò che tace, dall’alto della corda casca la parola.
Sillabe sparse, ossa rotte che fanno rumore.
Mi chino a terra, orecchio al suolo.
La frattura multipla comincia a dire.
Ascolto la storia di una voce rotta, e scrivo per aggiustarla.

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2 Comments

  1. L'adolescenza immedicabile, adesso

  2. Aggiusta la voce rotta e tossisci fuori il mare di male che si è annodato ai polmoni, il fumo ci sgasa, in cambio di un po' si salute.

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