L’attesa è un letto di contenzione,
blocca i polsi alle illusioni,
le caviglie alle ipotesi,
segna il tempo con la tenuta del cuoio,
l’ossidazione delle catene,
la resistenza della carne.
Che quando la cinghia si logora e il taglio s’allarga,
viene l’ora di andare.
Il sangue arriva,
e lei scompare.