Nera tra le rondini

Sbucata fuori dal nido, spennata donna col becco aperto,
e il verme crudo a colazione.
Tengo il vestito straccio di un guscio rotto,
zingara covata da una carovana di nuvole, spinta fuori a scroscio d’acquazzone.
Figlia di bambagia bianca
(mia madre struccata in viso, tutta latte la sua pelle)
venuta al mondo per singhiozzo, poppata svelta e fame troppa
( mia madre ciliegia in bocca,  tutte rosse le sue labbra)
sbavata in terra e rimarcata in cielo,
vivo nera tra le rondini.
Sono un tratto di carbone, la sgommata di un uovo che dopo la schiusa sterza.
E all’incrocio tra asfalto e vento, sceglie il volo.

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1 Comment

  1. E questi corpi, nudi anche fossero vestiti, dove li trovi, dove li scovi?

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