E’ notte da bucare con lo spillo di un respiro,
notte da farci la maglia con i ferri della nonna,
notte che dobbiamo imbastire, passare all’ago dell’iinfanzia,
tirare al filo di quel ricamo che fu solletico dentro la culla,
è notte di noi altri sarti smemorati,
buoni a sbagliare misura e scambiare il girovita della luna per quello del sole.
Notte vestita col nostro errore,
costretta giorno dai fianchi ai piedi. Nell’alba di un gonnellone che già copre tutte le stelle.