Dici che in me trovi
la demolizione ricostruita,
in me vedi
una rovina superata,
mi guardi e ti sorprendi
come davanti al muro intatto
di una città sbriciolata,
mi pensi e ti spaventi
perché quel muro non sa di pane,
perché chi sopravvive
non ha più fame.
Dici che di me non sai dire
se sono più umana o più lontana.
Mi domando anch’io la stessa cosa
da quando
sopravvissuta vivo.