Aspiro la nicotina dell’infanzia,
la palla incenerita contro il muro, la brace delle ginocchia sbucciate,
a boccate mi fumo i giochi falliti e gli equilibri mancati.
Un tabacco guasto, di foglie rotte per troppe cadute,
questo avvolto nella cartina del mio passato.
Che mi affumica come il salmone di Natale,
a me sparsa sopra un crostino di pane, assieme al burro della neve. Quando la notte ha fame.