Dove sono i respinti,
gli scalciati lontano,
i ruzzolati giù dai dirupi del tempo,
gli schiantati senza data, stranieri al giorno,
sconosciuti all’ora.
Dove sono gli scomodi
che mettono prurito al cuore
e formiche alle gambe,
gli incazzati che gridano alla vita
con un tuffo dentro al sangue.
Dove sono, loro
che hanno diritto di dire
ragione di stare.
Tirateli fuori,
io li voglio ascoltare