Se la ride il cielo,
con la sua chioma di stelle accese,
se la ride la notte,
con la sua acconciatura di carboni spenti,
se la spassano lassù,
a sentire i pettegolezzi calvi delle nostre stempiate lingue,
noi parole con la piazza nuda in testa,
noi voci col berretto calcato in fronte,
nascondiamo sotto la lana questa caduta precoce del senso,
in bocca un dire da capelloni convinti,
in terra ciocche pronte a smentirci.